Se ti hanno appena operato al ginocchio o alla spalla, è probabile che il chirurgo ti abbia parlato del Kinetec. È uno di quegli apparecchi di cui si sa poco finché non servono davvero, e le domande sono sempre le stesse: che cosa fa, per quanto tempo va tenuto, e soprattutto se fa male. Proviamo a rispondere con ordine.
Che cos’è il Kinetec
“Kinetec” è il nome con cui in Italia si chiama comunemente il mobilizzatore per la riabilitazione passiva continua, spesso abbreviata in CPM (dall’inglese Continuous Passive Motion). In origine era il nome di un produttore, poi è diventato il termine generico: oggi i dispositivi più diffusi sono gli Artromot, con modelli diversi a seconda dell’articolazione.
È un apparecchio motorizzato su cui appoggi l’arto operato. Si imposta l’angolo di lavoro e il dispositivo muove l’articolazione avanti e indietro, lentamente, senza che tu debba contrarre alcun muscolo. Da qui il termine passiva: il movimento lo fa la macchina, non tu.
A cosa serve davvero
Dopo un intervento l’articolazione tende a irrigidirsi: si formano aderenze, il liquido ristagna, e ogni giorno perso rende più difficile recuperare i gradi di movimento. Il Kinetec serve proprio a interrompere questo circolo nella fase in cui muoversi da soli è ancora impossibile o doloroso.
- mantiene e recupera l’ampiezza di movimento (il cosiddetto ROM);
- riduce la rigidità articolare e il rischio di aderenze;
- favorisce la circolazione e il drenaggio del gonfiore;
- permette di iniziare la mobilizzazione senza sforzo muscolare, quindi senza sollecitare la sutura.
Attenzione a un equivoco frequente: il Kinetec non sostituisce la fisioterapia. È il primo gradino, quello che prepara il terreno; il lavoro attivo con il fisioterapista resta indispensabile.
Dopo quali interventi viene usato
Per il ginocchio e l’anca è indicato soprattutto dopo protesi articolare, ricostruzione del legamento crociato, interventi al menisco, fratture e osteosintesi che consentono la mobilizzazione precoce.
Per la spalla viene impiegato dopo artroscopia, ricostruzione della cuffia dei rotatori, acromioplastica, protesi di spalla e nel trattamento post-chirurgico di alcune fratture.
In tutti i casi l’indicazione la dà il chirurgo: è lui a stabilire se e da quando iniziare, e con quali limiti di movimento.
Quante ore al giorno si usa il Kinetec
È la domanda più frequente, e la risposta onesta è che dipende dal protocollo che ti ha dato il chirurgo o il fisioterapista. Non esiste un numero valido per tutti, perché cambia in base all’intervento, all’età e a come sta reagendo l’articolazione.
Detto questo, uno schema molto diffuso prevede più sessioni al giorno da 30-60 minuti ciascuna, per un totale che nelle prime settimane può arrivare a diverse ore complessive. Il principio è: sessioni distribuite nell’arco della giornata, meglio che un’unica seduta lunga.
Anche i gradi seguono una progressione. Si parte da un’escursione ridotta e si aumenta gradualmente, di qualche grado al giorno, entro i limiti indicati dal chirurgo. Aumentare troppo in fretta non accelera il recupero: lo complica.
Il Kinetec fa male?
Non deve fare male. Una sensazione di tensione o fastidio ai gradi estremi è normale, soprattutto le prime volte. Il dolore vero, invece, è un segnale: significa quasi sempre che l’angolo impostato è troppo ampio per il punto in cui sei.
In quel caso si riduce l’escursione e si risale più lentamente. Se il dolore persiste anche a gradi ridotti, o compaiono gonfiore marcato, arrossamento o febbre, va interrotto l’utilizzo e sentito il medico.
Quando non va usato
Ci sono situazioni in cui la mobilizzazione passiva è controindicata o va rimandata: fratture instabili o sintesi non protette, processi infettivi in corso, trombosi venosa profonda, lesioni cutanee sulla zona di appoggio, o un quadro clinico che il chirurgo giudica non ancora pronto. È il motivo per cui il Kinetec non si usa “di iniziativa”: serve sempre l’indicazione di chi ti ha operato.
Conviene comprarlo o noleggiarlo?
Un Kinetec nuovo costa diverse migliaia di euro, e nella quasi totalità dei casi serve per poche settimane: è il classico dispositivo da noleggiare. Il noleggio rientra inoltre tra le spese sanitarie detraibili, conservando la documentazione.
Una cosa da sapere: il Kinetec non si spedisce. Va regolato sulla misura del paziente — la lunghezza della gamba, l’altezza del bracciolo, i gradi di partenza — e questo richiede che qualcuno lo installi di persona. Per questo il noleggio è sempre un servizio locale, con consegna e installazione a domicilio.
Noi lo noleggiamo a Roma e provincia: se ti serve, trovi tutto nella pagina del noleggio Kinetec a Roma a domicilio, con le tariffe e le zone che copriamo. Per il ginocchio e l’anca usiamo l’Artromot K1, per la spalla l’Artromot S3.
Domande frequenti
Kinetec e Artromot sono la stessa cosa?
Sì, nella pratica. “Kinetec” è il nome generico con cui si indica il mobilizzatore per la riabilitazione passiva; Artromot è la marca dei modelli più diffusi, con versioni dedicate a ginocchio, spalla e altre articolazioni.
Da quando si inizia dopo l’intervento?
Spesso già nei primissimi giorni, a volte lo stesso giorno dell’operazione. Ma è una decisione del chirurgo, che tiene conto del tipo di intervento e della stabilità della sintesi.
Devo regolarlo da solo?
No, e non è consigliabile farlo. L’impostazione iniziale — misure sul paziente e gradi di lavoro — va fatta da chi consegna l’apparecchio. Poi imparerai a modificare l’angolo giorno per giorno seguendo il protocollo.
Serve la prescrizione medica per noleggiarlo?
Per il noleggio non è obbligatorio consegnare nulla, ma l’uso va sempre concordato con il chirurgo o il fisioterapista, che indicano tempi e gradi. La prescrizione è comunque utile ai fini della detrazione fiscale.
Per quanto tempo si tiene?
In genere da due a quattro settimane, con noleggi tipici di 15, 20 o 30 giorni. La durata dipende da quanto rapidamente si recuperano i gradi di movimento e da cosa indica il protocollo.
Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere del medico. Tempi, gradi di movimento e modalità d’uso del Kinetec vanno sempre concordati con il chirurgo o il fisioterapista che ti segue.

